Campocroce: storia e itinerari

Campocroce è una frazione del comune di Mirano in provincia di Venezia.

L'omonima parrocchia, dedicata a Sant'Andrea, dipende dalla diocesi di Treviso, vicariato di Mirano.

L'abitato si trova a circa 5 km verso sud ovest dal capoluogo, in direzione di Santa Maria di Sala.

Principali corsi d'acqua sono il Lusore e il rio Caltressa.

Storia

La località, inserita nel graticolato romano, appartenne al territorio di Padova sin dall'epoca romana.

Il Bonamico (Padova, 1874) afferma che la prima citazione del toponimo compare nel XIII secolo. Si tratta di una "ordinanza pubblicata nel 1265 dal podestà Gerardino Longo, nella quale tra le ville designate a concorrere alla costruzione dei ponti sparsi sul territorio padovano per quello sul torrente Tergola vennero a contribuire i villaggi di Ballò, Campocesarano, Cavorlegia, Canaceo, Campocroce, Fratte, Mirano, Scaltenigo, Vetrego e Zianigo".

Un altro documento, datato 6 dicembre 1292, conferma l'esistenza di Campocroce come rettoria dipendente da Zianigo assieme a Veternigo e Salzano. Si tratta della notifica della scomunica lanciata dal Patriarca di Aquileia Raimondo della Torre alla città e alla diocesi di Treviso (Verci, Venezia, 1786-1791).

L'origine del nome

Secondo l'ipotesi più accrediatata il toponimo sarebbe di origine romana, coniato quando fu realizzato un luogo di culto paleocristiano erigendo su un campo (conferma delle peculiarità agricole del graticolato) la Croce di Cristo. (Stangherlin, Venezia-Mestre, 1970).

In effetti, molti altri toponimi della zona hanno origini latine, quali Veternigo (Veter vicus), Zianigo (Julii vicus), Campocesarano (località tra Campocroce e Zianigo, Campus Caesarianus). Nei documenti medievali in latino viene riportata la forma Campus Crucis.

È da ritenere, quindi, che l'origine del nome Campocroce sia successiva alla colonizzazione del territorio a causa del tardivo affermarsi del cristianesimo in questi luoghi.

Chiesa Parrochiale di Campocroce dedicata a Sant'Andrea

 

Sia la chiesa che il campanile sono edifici della seconda metà dell'Ottocento; in particolare la chiesa venne costruita dal 1897 al 1898.

Di forma semplice e modesta, questo sacro edificio e stato dignitosamente decorato al suo interno. Il soffitto reca un affresco del 1906, raffigurante La Gloria di Sant'Andrea ,opera del buon pittore veneto Noè Bordignon ( Castelfranco 1841-San Zenone d


egli Ezzelini 1920 ), allievo, come il noalese Lancerotto, dell'Accademia di Venezia. Sul retro della parete


d'ingresso, in tre riquadri , nel 1952 il pittore trevigiano Giovanni Barbisan, uno dei maggiori incisori contemporanei dipinse un affresco L'Assunzione di Maria, al centro e sulla destra la proclamazione del dogma da parte di Pio XII , mentre nel riquadro sinistro, raffigurò una processione paesana, ritraendo gente del posto ed il Vescovo di Treviso. Dietro l'altare maggiore si conserva una pala del primo Ottocento raffigurante La Sacra Famiglia , attribuita ad un certo Giannandrea Rusteghello; ed ai lati due tele del seicento con La Madonna e San Giovanni.

I cinque altari sei-settecenteschi sono appartenuti alla vecchia chiesa, abbattuta per far posto alla attuale; in particolare molto bello è l'altare maggiore con due sculture assai vicine ai modi di F. Rizzi (1729--1793).

Il San Francesco che si trova in sacrestia è una tela di scuola veronesiana del primo seicento. Pure del seicento è la casa colonica, in costruzione modesta con un poggiolo in pietra sulla facciata.

 

 

Il restauro de “La Sacra Famiglia e San Giovannino”

 

Venerdì 29 novembre 2002 alle ore 20.30 si è svolta la cerimonia per la ricollocazione dell’opera restaurata La Sacra Famiglia e San Giovannino di Giannandrea Rusteghello (1782-1844) nella Chiesa parrocchiale di Campocroce di Mirano. La tela, preziosa testimonianza della cultura del territorio, è stata riconsegnata alla comunità di Campocroce e può essere ammirata dopo un restauro magistrale eseguito dal Laboratorio Marina Nahabed di Tessera.

L’intervento è stato sostenuto dal Parroco don Abramo Pietrobon e dai fedeli, con un contributo dell’Amministrazione comunale di Mirano - Centro Studi e Documentazione Tiepolo. La pala de La Sacra Famiglia e San Giovannino, studiata insieme alla figura e a tutta l’opera del suo autore da Roberto De Feo, viene finalmente restituita dopo quasi 180 anni alla sua originaria bellezza (“riveste una notevole importanza nella storia della pittura veneta dei primi del secolo XIX”, fu affermato dalla Soprintendenza ancora una decina di anni fa), offrendo al pubblico una felice sorpresa. Rimossa dall’altare per il quale era stata pensata in occasione della demolizione dell’antica chiesa che sorgeva dove ora ha sede l’asilo infantile, rimase in deposito dagli ultimi anni dell’Ottocento in un vecchio magazzino fino a quando don Natale Ferronato, amato cappellano di Campocroce, pensò al suo recupero e al suo restauro, comunque svelti e approssimativi: erano gli anni 1940-45. La pala tornò a decorare questa volta, come meritava, l’altar maggiore della parrocchiale e insieme tornarono a coronare gli altari, provenienti dalla chiesa demolita, gli angeli in pietra che erano stati ceduti per sopperire alle spese della erigenda chiesa nuova. Dopo il nuovo restauro ora Campocroce, splendidamente adagiata sulle impeccabili simmetrie del graticolato romano, tra le ville e i parchi storici del secolo d’oro, quando Venezia fecondava di nuovi fermenti culturali queste terre, si riappropria di un altro frammento della sua storia. L’autore de La Sacra Famiglia con San Giovannino, il conte Giannandrea Rusteghello, è un personaggio solo da pochissimo riemerso dall’oblio. Fu, in effetti, pittore a pieno titolo, avendo seguito presso l’Accademia di Venezia i corsi di disegno e pittura e avendo frequentato un ambiente culturalmente qualificato, anzi il più qualificato del tempo, legandosi d’amicizia con artisti come Odorico Politi, Sebastiano Santi, Michelangelo Grigoletti, Angelo Pizzi ed Angelo Garbizza. Nato a Venezia nel 1782 e morto a Campocroce nel 1844, ha offerto nobilissime prove della sua arte con opere che vennero anche esposte all’epoca presso l’Accademia stessa, ancora ammirabili presso la chiesa veneziana di S. Felice e dei Santi Gervasio e Protasio a Carpenedo, altre presenti in collezioni pubbliche e private. Opere strettamente connaturate al territorio miranese, dove, con ogni probabilità, ancora si celano delle sorprese a lui ascrivibili, avendo l’artista dipinto nel corso della sua vita con un approccio amatoriale, più che professionistico. Il Rusteghello, che abitualmente risiedeva a Venezia, soggiornava per la villeggiatura a Campocroce, dove la famiglia possedeva terreni e proprietà, in una superba villa seicentesca classificabile fra quelle più imponenti e architettonicamente articolate del territorio, sciaguratamente demolita subito dopo la Prima Guerra mondiale (sorgeva nell’angolo tra le vie Canaceo e Accopè Fratte). Della Villa Rusteghello esiste tuttavia il disegno eseguito dal Garbizza nel 1799, in collezione privata e alcune foto scattate poco prima che l’imponente complesso venisse abbattuto. Solo il disegno la illustra compiutamente, ma preziosa è ogni sua immagine perché ci restituisce quello che fu un luogo di eletto riposo e insieme di cultura, in quanto nella villa Giannandrea, colto aristocratico come l’omonimo cugino di Treviso, amava ricevere e ospitare gli amici pittori con i quali divideva l’esperienza accademica e dove certamente eseguì molte delle sue tele. In Campocroce, dunque, nacque e prosperò attorno a lui, al canonico Giambattista Pomai e al cugino Francesco, dalla fine del Settecento a circa la metà di quello successivo, un vero e proprio cenacolo costituito da intellettuali e artisti. Nel catalogo pubblicato per l’occasione l’Assessore alla Cultura Luciana Mion scrive: “Il restauro dell’opera di Giannandrea Rusteghello “La Sacra Famiglia e San Giovannino” ha per l’Amministrazione di Mirano proprio questo significato: non solo quindi un contributo fattivo al restauro di un’opera d’arte di un autore di cui si va sempre più scoprendo maestria e valore, ma anche l’affermazione chiara che il patrimonio artistico e culturale di una comunità, Campocroce oggi, ma l’affermazione si estende a tutto il patrimonio del nostro Paese, va con tutte le forze preservato, curato e mantenuto nei luoghi che lo hanno custodito, a beneficio e crescita dei cittadini di tutta la comunità”.

Bibliografia

Manoscritti

  • Codex Tarvisinus f. 49 presso A.S. VE

  • Francesco Scipione Fapanni, La Congregazione di Mirano, M.S. 1850, n. 1377 presso la Biblioteca comunale di Treviso

  • Antonio Scotti, Raccolta di Documenti, M.S. 1741, Tomo II presso la Biblioteca Comunale di Treviso catalogo n. 975.

  • Luigi Zangrando, Note storiche del 1915 ms. A.V. TV busta Campocroce n. 21a.

  • Luigi Zangrando, Memoria storica di Campocroce Padovana in occasione della Vis. Past. compiuta da Mons. A. G. Longhin il 7 dic. 1926 ms. A.V.TV.b. Campocroce di Mirano n. 21

 

Testi a stampa

  • Carlo Agnoletti, Memorie Storiche delle Chiese e Parrocchie della Diocesi di Treviso, Treviso, Premiato stabilimento tipografico Istituto Turazza, 1897.

  • Carlo Agnoletti, Treviso e le sue Pievi, Treviso 1896-1898 (rist. anastatica, Bologna, Sala Bolognese Forni, 1978.

  • ASCI, (a cura di), Mirano e il suo passato, Scorzé, 1968

  • Pierluigi Bembo, Delle istituzioni di beneficenza nella città e provincia di Venezia, studii storici-economici-statistici, Venezia, Naratovich, 1859.

  • Emilio Bonamico, Mirano, monografia, Padova, 1874.

  • Cesare Cantù, (a cura di) Grande Illustrazione del Lombardo-Veneto, ossia storia delle città, dei borghi, comune, castelli, ecc. fino ai temi moderni, Milano, Corona e Caimi ed., 1858, vol. II

  • Filippo Fanzago, Fotografia di Padova, Padova, 1856.

  • Luigi Gallo, Mestre - Marghera - Abb. S.Ilario, Venezia, 1964.

  • Giovanni Muneratti, Ricerca sulla costruzione della Torre Campanaria nel I Centenario dalla gettata delle fondamenta, in “La voce della Comunità Parrocchiale di Campocroce”, Bollettino della Parrocchia di Campocroce, c.i.p. luglio 1976.

  • Dante Olivieri, Saggio di una illustrazione generale della toponomastica veneta, Città di Castello, 1915.

  • Dante Olivieri, Toponomastica Veneta, Firenze, 1962.

  • Luigi Pesce, Ludovico Barbo Vescovo di Treviso (1437—1443), Padova, 1969.

  • Luigi Pesce, La Visita Pastorale di Sebastiano Soldati nella Diocesi di Treviso (1832-1838), Roma, 1975.

  • Jacobus Salomonius, Agris Patavinis Inscriptiones, Padova, 1696.

  • Gaetano Sorgato, Memorie Funebri, Padova, 1856.

  • Antonio Stangherlin, Ville Venete nel Comune di Mirano, Venezia Mestre, 1970.

  • B. Toderini, Mirano, memoria storica, Venezia, 1845.

  • Giovanni Battista Verci, Storia degli Ecelini e Codice Diplomatico Eceliniano, Bassano, St. Remondini, 1779.

  • Giovanni Battista Verci, Storia degli Ecelini, Venezia, st. Fontana, 1841.

  • Giovanni Battista Verci, Storia della Marca Trivigiana e Veronese, Venezia, Storti, 1786-1791, ristampa anastatica, Bologna, Sala Bolognese Forni, 1980.

  • Cacco, Carlo. La chiesa parrocchiale di Sant'Andrea apostolo a Campocroce di Mirano / Carlo Cacco. - s.e.. - 31 p. : ill. ; 21 cm.

  • Bortolozzo, Fiorella. La storia di un paese: Campocroce / realizzato da Bortolozzo Fiorella. - Grafiche Serenissima. - 303 p. : ill. ; 31 cm

  • Muneratti, Giovanni, 1930. Scheda sulla Villa Pomai di Campocroce di Mirano / Giovanni Muneratti. - s.e.. - 14 p. : ill. ; 24 cm


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